Tele, parole e segni per attraversare l’esperienza della tutela
Accanto alla scrittura professionale e alla riflessione teorica, il mio lavoro prende forma anche attraverso immagini, materia e parole. Tele, disegni e poesie nascono dall’incontro con ciò che la tutela muove: legami, fratture, attese, responsabilità e possibilità di trasformazione.
Questi lavori non intendono illustrare situazioni né raccontare storie riconoscibili. Aprono uno spazio diverso di elaborazione, nel quale ciò che l’esperienza professionale lascia può essere osservato, attraversato e restituito attraverso un linguaggio altro.
Questa pagina raccoglie una produzione in divenire: tracce visive, parole, segni e disegni che accompagnano la ricerca professionale e ne mostrano un’altra forma.
Tele e segni
Le tele e i disegni nascono come un altro modo di elaborare l’esperienza professionale. Non rappresentano situazioni specifiche, ma danno forma e tensione, domande e possibilità che attraversano il lavoro in tutela.

Questa tela nasce da uno sguardo rivolto a ciò che spesso rimane invisibile. Dietro il silenzio o un’apparente serenità, il/la bambino/a continua a custodire legami, assenze e domande. Il filo rosso rappresenta ciò che resta e ciò che allo stesso tempo accompagna il suo cammino.

Dall’immagine, il pensiero passa alle parole. Abitava già dentro me mentre la tela prendeva forma nelle figure, nei silenzi e nel filo rosso che accompagna il bambino. La poesia è nata dopo, dando voce a ciò che l’immagine aveva già iniziato a raccontare.

Ciò che i bambini trasformano.
Chi lavora in tutela incontra ogni giorno la sofferenza dei bambini. Si tratta di un incontro, sì. Spesso è silenzioso, ma è la prima cosa che avverto.
Eppure i bambini non restano soltanto dentro ciò che fa male: attraverso un gesto, una parola, un disegno e con una modalità estremamente semplice, cercano una forma possibile per attraversarlo. E, in quel momento, io stò lì, e provo ad attraversare con loro quel dolore e mi adatto a tutte le forme possibili ed immaginabili che loro riescono a dargli. E lo attraverso con loro.
Questa tela prova a raccontare un frammento di quella esperienza di viaggio e di attraversamento dei labirinti, a volte bui e spesso accidentati, propri dei bambini. Penso che sia una tra i viaggi più emozionanti e, allo stesso tempo più vitali, di trasformare, senza cancellarla l’esperienza della sofferenza e della mancanza.